Giovanni Lindo Ferretti, Leonardo e i campanari santi (per grazia ricevuta)
Pubblicato da don Moreno Migliorati alle 15:00 in Tracce di Sacro
Difficile sintetizzare in poche righe chi sia Giovanni Lindo Ferretti . Già leader dei CCCP Fedeli alla Linea , in seguito dei CSI (Consorzio Suonatori Indipendenti) il musicista emiliano ha da tempo abbandonato l'ateismo militante per avvicinarsi alla fede cristiana . Svolta di cui è testimone anche il nome dell'ultimo gruppo da lui fondato: i PGR (Per Grazia Ricevuta). Lo sventurato rispose alla chiamata dell'Altissimo, verrebbe da dire parafrasando Manzoni. Dalla sua conversione, infatti, Ferretti è stato fatto oggetto di sberleffi ed irrisioni di ogni tipo, neanche avesse compiuto chissà quale abiura. L'ultimo, in ordine di tempo, ad esercitarsi nello sport della caccia al convertito è Leonardo , un tempo considerato uno dei guru della blogosfera italiana. A parte che sarebbe bene non dileggiare nessuno a motivo della sua fede religiosa, neppure se passasse da qualche culto monoteistico a quello dei dischi volanti (esiste davvero ) ma non è questo il punto.
Il punto è che il post leonardiano contiene una grave inesattezza che non può passare sotto silenzio. Scrive infatti il Nostro che "nessun campanaro è mai stato fatto santo". Aggiungendo subito dopo, bonta sua, "che io sappia". Come sarebbe a dire che nessun campanaro è mai stato fatto santo?
Ci permettiamo quindi sommessamente di suggerire una lettura al blogger ed ai suoi commentatori. Lettura che permetterà loro di colmare tale lacuna. Sulla rivista online Golem (che già ci capitò di citare per la sua autorevolezza) è infatti disponibile un dottissimo e godibilissimo articolo significativamente intitolato Din don dan il suono delle campane . Dalla cui lettura si ricava che "inventore delle campane sarebbe stato Pontius Meropius Paulinus (circa 353 - 431), vescovo di Nola (sempre in Campania), poi Santo". Anzi, come accadeva sempre un tempo, santo subito. Tanto per dare a Cesare ciò che è di Cesare e ai campanari ciò che è dei campanari.







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